Pubblicato in Gazzetta il nuovo Programma di Azione sulla Disabilità

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 12 ottobre scorso, ovvero il Secondo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, un documento che pone con chiarezza gli obiettivi e le modalità per garantire finalmente i diritti umani delle persone con disabilità e nel quale tutti gli ambiti trattati sono centrali per la concreta applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità: diritto allo studio, al lavoro, alla salute, alla mobilità, alla vita indipendente, al riconoscimento della condizione di disabilità, agli interventi in ambito di cooperazione internazionale, ai sistemi di rilevazione statistica.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 ottobre 2017 

 

Per approfondimenti:

Pagina dedicata al Programma di azione sulla disabilità sul sito dell'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

13 dicembre: Giornata Nazionale del Cieco

Si celebra oggi, 13 dicembre, la Giornata Nazionale del Cieco, in occasione della quale l'Uici - Unione Italiana dei cicechi e degli Ipovedenti propone un “vademecum dei temi positivi che non si conoscono sulla cecità: dall’amore allo sport al lavoro”. Ribadisce inoltre che il pieno accesso a queste possibilità è ciò che conta veramente, mentre “dire non vedente invece di cieco non cambia la realtà di chi vive una situazione di minorazione sensoriale, né contribuisce a ridurre lo svantaggio potenziale dovuto alla minorazione”. 

Ecco dunque il “vademecum” per sfatare i luoghi comuni e valorizzare le potenzialità, piuttosto che la menomazione: 

A scuola: studenti non geni. “Capita ancora oggi di leggere la celebrazione del successo di una studentessa non vedente che si è laureata – fa notare Uici - La laurea di una persona non vedente fa ancora notizia?”. Evidentemente sì, ma senza motivo, visto che “uno studente con disabilità visiva, se messo nelle condizioni giuste, può seguire un normale iter scolastico senza per questo essere un fenomeno”. 

Tecnologia: “falso cieco mandava SMS”. Particolarmente “ambiguo” è tecnologia e cecità: da un lato infatti “le nuove tecnologie hanno decisamente migliorato la vita delle persone con disabilità visiva – riferisce Uici - Un cieco può facilmente leggere e inviare un sms, scrivere una mail, navigare su internet, e molto altro. E lo può fare in totale autonomia grazie all’utilizzo di software accessibili che permettono per esempio, la riproduzione vocale dello schermo”. La cultura e la società, però, evidentemente non riescono a comprendere ancora adeguatamente questa rivoluzione, visto che spesso si scambia un cieco “tecnologico” per un “falso cieco”. A tal proposito, commenta Uici: “Se il criterio per individuare un falso cieco è l'uso di uno smartphone, non ci siamo”. 

Mobilità: accompagnati, ma anche no!”. Anche nel campo della mobilità, tanto è stato fatto, ma molto resta da fare in direzione di una vera “autonomia”, che significa, tra l'altro, “poter uscire di casa da soli, con l’ausilio del bastone bianco o del cane guida, prendere un autobus per andare al lavoro o al cinema (sempre che nelle città ci siano gli indicatori sonori alle fermate e ai semafori), e non sempre e solo farsi accompagnare. E’ necessario ovviamente essere dotati di un buon senso dell’orientamento – precisa Uici - e per questo si possono frequentare corsi specifici”. 

Lavoro: non solo centralinisti. Un altro tema “caldo” per la piena inclusione è il lavoro, “unica strada da percorrere per una vera emancipazione civile e per un’effettiva indipendenza delle persone con disabilità visiva”. In questo settore però ci sono ancora grandi lacune nel nostro Paese, tanto che “oggi in Italia per i ciechi e gli ipovedenti il lavoro è diventato un’emergenza assoluta: sono oltre il 75% le persone con disabilità visiva disoccupate o in cerca di occupazione – riferisce Uici - Una percentuale che aumenta ulteriormente se si parla di giovani”. E tiene a precisare, Uici, che “le professioni che i ciechi possono praticare non sono solo quelle di centralinista o massofisioterapista, ma se un lavoratore con disabilità visiva ha a disposizione gli strumenti necessari, può svolgere molte più professioni qualificate di quelle che ci si immagina”.

Sport: anche il tiro con l’arco. Altro strumento fondamentale per la piena inclusione delle persone con disabilità visiva è la partecipazione ad attività sportive, “fondamentale per accrescere l’autostima e le relazioni sociali, per orientarsi e muoversi nello spazio”. A tal proposito, riferisce Uici, “oltre agli sport dedicati (torball, calcio a 5, .), i ciechi praticano molte altre attività fisiche: atletica leggera, judo, nuoto, sci di fondo e talvolta anche alpino, tiro con l'arco, potendo annoverare anche atleti paralimpici in alcune di queste discipline”. 

Affettività: santi o badanti. Un'attenzione particolare merita poi il delicato tema dell'affettività, su cui pure i luoghi comuni si sprecano: “se l’uomo che sposa una non vedente è un santo – ironizza Uici - la donna che sposa un cieco è la sua badante. Passerà la sua vita nuziale nella paziente cura del marito non vedente. Di fronte a questi matrimoni, il gossip è alimentato dalla domanda: ma perché avrà sposato proprio un non vedente? Si amano. Quest’affermazione non è ancora fra le risposte”, nota Uici, che anche in questo auspica un definitivo superamento del luogo comune. 

Casa: falsa cieca stendeva i panni sul balcone. Sulla vita domestica delle persone cieche, poi, la confusione è grande e l'ignoranza diffusa. “Una persona non vedente può anche occuparsi, pressoché in autonomia, della cura delle persone e della casa, dei figli seguendoli nei compiti e nei giochi, cucinare e svolgere molte altre attività tra le mura domestiche”, tiene a far sapere Uici, rammentando il caso di “una persona non vedente che è stata tacciata come falsa invalida perché 'sorpresa' a stendere i panni sul balcone. Non è un falso cieco chi tira fuori la chiave e apre la porta di casa – chiarisce dunque l'associazione - come non lo è chi pianta un ombrellone sulla spiaggia o stende i panni sul balcone”. 

In ogni ambito della vita sociale, dunque, diffusi sono ancora pregiudizi e ignoranza. Per questo, la Giornata nazionale deve essere innanzitutto l'occasione per “sottolineare che i diritti dei ciechi sono uguali a quelli di tutti, cambiano solo le modalità con cui vengono esercitati. Lo stile di vita delle persone cieche e ipovedenti - commenta Mario Barbuto, presidente di Uici - è cambiato significativamente negli ultimi anni soprattutto grazie allo sviluppo della tecnologia, ma questo non è sufficiente a garantire la loro inclusione sociale; per questo - conclude Barbuto - è necessaria una trasformazione culturale, che renda la nostra società davvero accessibile a tutti”.

 

Fonte: Redattore Sociale (www.redattoresociale.it).

Attivazione di una sperimentazione di assistenza struttura residenziale e semi residenziale per persone con autismo nella regione Marche

Con DGR n. 1415 del 27/11/2017 la Regione Marche ha disposto un progetto sperimentale sulla residenzialità all’interno del Centro Azzeruolo di Jesi per pazienti autistici. Questa scelta è in continuità con quanto indicato dalla legge regionale sugli interventi di settore.
Regione e Asur vogliono dare stabilità all'esperienza con un periodo di osservazione di 12 mesi che rassicuri le famiglie e individui i necessari standard sia abitativi che del personale. La struttura, nel tempo, verrà ampliata fino a 20 posti. Si stanno anche identificando a nord e sud delle Marche altre 2 strutture equivalenti.
Con la delibera si deroga all’atto di fabbisogno, anticipando gli interventi, e permettendo l’immediata attivazione degli 8 posti letto.

“Esprimo soddisfazione per la formulazione trovata che consente di dare una risposta immediata ai pazienti e alle loro famiglie – ha commentato Fabrizio Volpini, presidente Commissione Sanità – e che dimostra l’operatività della Regione rispetto alla patologia autismo, alla quale è stata dedicata una legge pioneristica”.

Le Marche con la legge regionale 25/2014 sono state prime tra le Regioni italiane a dotarsi di una normativa organica sui disturbi dello spettro autistico e perseguono nell’intento di promuovere la piena integrazione sociale, scolastica e lavorativa di queste persone, riconoscendo l’autismo come patologia altamente invalidante che richiede una presa in carico a 360 gradi. Percorso rafforzato anche con la relativa normativa nazionale e di riconoscimento della patologia all’interno dei livelli essenziali di assistenza.

La struttura residenziale e semiresidenziale verrà attivata in via sperimentale per una durata massima di 12 mesi e, al termine dei primi otto, l’Asur rendiconterà gli esiti della sperimentazione al fine di acquisire le informazioni necessarie per la definizione degli standard più consoni per l’assistenza di questa tipologia di utenza.

 
 

Conferenza "Io protagonista del mio domani"

Il 13 dicembre dalle ore 8.30 alle ore 12.30 presso la sala di rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano - via Montevecchio 114, Fano, si terrà la conferenza intitolata Io protagonista del mio domani. Il dopo di noi durante noi: inclusione lavorativa e vita indipendente nei giovani con disabilità, una conferenza sui temi della vita indipendente e dell’inclusione lavorativa per i giovani con disabilità.

L'incontro è organizzato dall'Associazione Italiana Sindrome X Fragile onlus, gruppo territoriale delle Marche, in collaborazione con l’Associazione Banca del Gratuito di Fano, la Omphalos autismo e famiglie e il il CSV Marche.

 

Locandina e programma

Pubblicato l'avviso pubblico della Regione Marche per gli inserimenti lavorativi delle persone con disabilità

Con DDPF n.797 del 27/12/2017 la Regione Marche ha approvato l‘AVVISO PUBBLICO per la concessione di contributi pari a € 1.240.000,00, mediante utilizzo del fondo regionale per l’occupazione dei disabili, per la concessione di incentivi alle imprese e alle cooperative sociali di tipo B che avviano tirocini finalizzati all'assunzione di lavoratori con disabilità.

L’avviso pubblico prevede:

a) Un tirocinio della durata ricompresa tra i 4 e i 6 mesi eccezionalmente prorogabile a 12 mesi. Il tirocinio consente al soggetto ospitante di conoscere il lavoratore e di prepararlo praticamente a costo zero, dal momento che l’indennità di tirocinio (500 euro mensili) viene rimborsata dall’incentivo previsto dall’avviso. Il tirocinante da parte sua acquisisce competenze utili all’inserimento lavorativo, ad ampliare l’ambito delle relazioni sociali e ad accrescere la fiducia nelle sue capacità.

b) Un incentivo di 1.500 euro a titolo di riconoscimento della mancata produttività del tutor aziendale nei tempi in cui segue il tirocinante.

c) Un contributo fino a 5.000 euro per adeguare la postazione del tirocinante garantendogli condizioni di lavoro e/o di movimento all’interno dell’unità produttiva consone alle sue esigenze e funzionali ad un efficace inserimento.

d) Un contributo di 6.000 euro al termine del tirocinio se si procede all’assunzione a tempo indeterminato del tirocinante. Inoltre, per le imprese e le cooperative sociali è anche possibile ottenere un contributo di 3.000 euro nel caso in cui trasformino in tempo indeterminato contratti a tempo determinato.

Le domande andranno presentate entro il 31 gennaio a mezzo PEC e saranno valutate sulla base di indicatori riferiti: all’obbligo o meno, del soggetto richiedente, di assumere lavoratori con disabilità; al numero di lavoratori con disabilità che si prevede di ospitare; al grado della capacità lavorativa residua del tirocinante ospitato. Nel caso delle domande presentate per ottener l’aiuto previsto per la trasformazione a tempo indeterminato di contratti in essere a tempo determinato, la graduatoria verrà predisposta sulla base dell’ordine temporale di presentazione. 

 

Fonte: Comunicato Stampa Regione Marche del 13/11/2017.

 

Pagina del sito regionale dedicata all'Avviso pubblico

DGR 1386 del 27/11/2017

DDPF 797 del 07/12/2017

 

Informazioni aggiuntive