Assistenti sociali e medici di base insieme per una presa in carico integrata del paziente fragile e cronico

Il progetto partirà in via sperimentale nei primi mesi del 2018 nelle Marche con il coordinamento del Centro di Ricerca e Servizio sull’Integrazione Socio-Sanitaria (Criss) dell’Università Politecnica delle Marche, ma è diventato nazionale e mira a realizzare nuovi percorsi assistenziali basati su un approccio multidisciplinare della persona con un intervento che promuova l’integrazione delle prestazioni sanitarie e sociali e assicuri un’efficace continuità delle cure.

Il progetto a livello nazionale è stato redatto dalla Federazione italiana Medici di Medicina generale (Fimmg), dal Sindacato unitario Assistenti Sociali (Sunas) e dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (Cnoas).

In particolare l’attenzione è rivolta alle persone non autosufficienti, agli anziani in situazioni di fragilità e a rischio di ospedalizzazione. Si parte con una valutazione multidimensionale attraverso cui vengono elaborati i percorsi di sostegno personalizzati, per affrontare le criticità emergenti restando a casa propria.

Nelle Marche una prima sperimentazione è stata avviata nel Comune di Senigallia attraverso la realizzazione di due progetti realizzati nel 2011 e nel 2014. Gli esiti di queste sperimentazioni hanno evidenziato le potenzialità di un nuovo approccio ai bisogni della persona nell’ambito delle cure primarie.

 

Fonte: Redattore Sociale 

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